Un anno di Contesto

L’inizio del nuovo anno rappresenta sempre il momento in cui ci si sofferma per fare un bilancio di quello che l’anno appena concluso ha significato e per definire obiettivi e progetti futuri verso cui ripartire con slancio.

Anche noi ci siamo voluti prendere del tempo per ripercorrere quello che è stato il nostro 2023 e prepararci ad affrontare al meglio il nuovo anno appena iniziato.

Lo abbiamo fatto “guardando inumeri”, anche se quelli per noi e per chi ci conosce non sono semplici numeri: sono storie. Storie di bambini, bambine, di adolescenti e di famiglie che ogni giorno affrontano piccole grandi sfide.

Sono numeri che raccontano di autonomie conquistate, di fatiche condivise che si sono pian piano allontanate, di dubbi affrontati insieme, di spazi protetti in cui potersi portare sapendo di trovare rispetto e accoglienza.

450 ore di neuropsicomotricità, 120 ore di servizio educativo domiciliare, 88 ore di prevenzione in sede, 450 ore di laboratori nelle scuole, 266 ore di consulenza e formazione, 190 ore dedicate ai bisogni dei genitori, 325 incontri di Attività Ricreative Inclusive…ecco la “formula vincente” per il nostro 2023!

Ma non è finita qui. Nell’anno appena concluso, infatti, tante famiglie hanno potuto contare su un aiuto in più: quello dei sostenitori di Contesto.

Grazie a chiha deciso di sostenere le nostre attività con una donazione, nel 2023 il diritto alla partecipazione è stato garantito a 50 bambini e bambine per 225 volte, una per ogni incontro di Attività Ricreative Inclusive a cui tanta generosità ha contribuito.

Ogni traguardo raggiunto nel 2023 è stato possibile grazie all’impegno di chi ogni giorno porta avanti i nostri valori con la propria professionalità e al sostegno di chi ha scelto di sostenere quei valori.

Quello che solo pochi anni fa ci sembrava impossibile sta iniziando a diventare realtà, le sfide che prima un po’ ci spaventavano adesso aspettano di essere affrontate con rinnovata fiducia, in noi e in voi, ricordandoci che possiamo fare la differenza per tante famiglie…e non vogliamo fermarci qui!

GRAZIE.

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Un incontro che ha fatto la (prei)storia!

Non inizieremo con C’era una volta, perché la storia che vogliamo raccontarvi oggi è diversa dalle altre e inizia più o meno così: “Generalmente tu proponi l’attività e i bambini fanno quello, lì invece nonostante io arrivassi ogni giorno con proposte diverse, lui voleva fare solo una cosa, solo quello che gli piaceva: lui voleva fare dinosauri. E abbiamo fatto dinosauri. Tutti i giorni. Per due settimane. Proprio in quelle settimane nasceva la collaborazione con uno studio che voleva sviluppare una linea orientata su proposte che avrei potuto fare e, parlando con titolare dello studio, è venuto fuori che lui era super-appassionato di dinosauri…e lì io ho detto: -Sapete ora io che faccio? Faccio l’estinzione dei dinosauri!”

Queste sono le parole dell’artista Fargo, che ci parla di come una sua opera sia nata dall’incontro con un bambino conosciuto durante un nostro progetto. È una storia che racconta della potenza dell’accogliere, del trasformare dentro a una relazione piuttostoche voler far corrispondere la persona che abbiamo davanti e le sue azioni alla nostra idea di come devono essere e andare le cose.

Mi sono approcciato con la stessa irriverenza di Niccolò. Perché il suo atteggiamento era…irriverente? Che poi, se pensiamo a un’artista, magari guardiamo un documentario o un film sulla sua vita diciamo che è un genio, lui invece è…irriverente? Maleducato? Perché nonostante ci fosse un gruppo di adulti che continuava a dirgli fai così lui continuava a voler fare dinosauri? Ma in fondo non è quello che fa un artista? Si esprime e nonostante le critiche, nonostante feedback negativi, va avanti. Io l’ho apprezzato tantissimo, perché il livello espressivo va sempre liberato dal giudizio e in quella dimensione per me c’è l’espressività libera, pura, è quello che a me interessa…e che nella neurodivergenza c’è all’ennesima potenza.

 

Noi pensiamo ai bambini come liberi di esprimersi, ma in realtà spesso questo non si vede, perché sono già condizionati dal giudizio, dall’idea del bello, del brutto, dell’aver fatto bene o fatto male, per non parlare degli adulti che non sono liberi, anzi hanno proprio paura di esprimersi…lui è libero, se ne frega: questo è quello che fanno gli artisti. E allora: laboratorio di dinosauri per tutti! Mi sono messo in gioco con lui, in modo paritetico e a un certo punto anche io mi sono espresso e ho detto: -Ma io adesso non ho più voglia di fare dinosauri: faccio l’estinzione dei dinosauri!- Lì è successo qualcosa di potente: c’è stato un rispecchiamento e attraverso il disegno del dinosauro con gli asteroidi si è creata una relazione, l’opera è frutto del processo di relazione fra me e lui. Siamo entrati in relazione con la pratica del disegno, senza parlare; io ho ricondotto il processo a una teoria, che è quella dell’arte relazionale, in questo caso alimentata dalla pratica in modo coerente quando sono riuscito a farmi ispirare dalla realtà e non a provare di predeterminarla.”

Ecco com’è nata l’opera d’arte che Fargo ha di recente deciso di donarci e che noi abbiamo iniziato ad utilizzare per rappresentarci e diffondere i nostri valori anche senza bisogno di parlare, appunto, perché i bambini e le bambine che come Niccolò possono trovare una dimensione in cui potersi esprimere ed essere accolti siamo sempre di più.

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OPENDAY Contesto 2023

Foto di gruppo dello Staff di Contesto scattata durante l'evento Openday.

Una giornata speciale all’insegna dell’inclusività.

Si è da poco concluso il primo Open Day di CONTESTO: una giornata ricca di attività ma soprattutto di emozioni.

Tante le famiglie e i bambini che hanno partecipato alle attività pomeridiane tenute del parco del Castello dell’Acciaiolo. Una festa fatta di colori, giochi, musica e divertimento il tutto unito da un unico fil rouge: l’inclusività. Si è trattato infatti di attività e giochi accessibili ad ogni bambino e bambina, con o senza disabilità.

Uno degli obiettivi di Contesto Ets è proprio quello di garantire a tutti, a partire dai bambini, il diritto alla partecipazione nel pieno rispetto delle proprie caratteristiche; per questo non potevamo immaginare diversamente il nostro “giorno speciale”, in cui ribadire il nostro impegno a contribuire alla costruzione di una società più giusta e a una nuova cultura dell’inclusione che vede protagoniste le persone.

L’evento, patrocinato dal Comune di Scandicci, è proseguito anche la sera all’interno del cortile del Castello con un apericena solidale a cui hanno preso parte oltre 100 persone, allietato e arricchito da uno spettacolo di musica e danza.

Fra le persone presenti sono intervenuti per portare il proprio saluto anche gli assessori Ivana Palomba e Andrea Franceschi, i quali hanno ribadito l’importanza di costruire una società più inclusiva, alla portata di ogni bambino.

L’Open Day è nato con l’intento di offrire a tutta la comunità di Scandicci la possibilità di sperimentare gratuitamente una giornata di svago e divertimento accessibile ad ogni bambino, con o senza disabilità, in modo che sempre più famiglie del territorio siano a conoscenza che esistono queste possibilità per i propri figli: attività in cui non esiste la performance o la competizione, in cui il divertimento può essere davvero per tutti.

Il ricavato della serata, inoltre, contribuirà alla realizzazione del progetto Con i genitori – cassetta degli attrezzi per l’autonomia: un percorso di consulenza e accompagnamento personalizzato e gratuito, dedicato alle famiglie dei bambini con disabilità, per donare loro gli strumenti necessari per vivere al meglio la propria quotidianità e per contrastare i sentimenti di solitudine e impotenza che troppo spesso le accompagnano.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di chi ci ha aiutato a realizzare l’evento: oltre al Comune di Scandicci, tante sono state le realtà del territorio e le persone amiche  che hanno scelto di contribuire all’ottima riuscita dell’evento.

Come ha ricordato durante la serata la presidente di Contesto Ets, Giulia Roghi: “Perché più bambini e famiglie possibili possano avere la possibilità di trovare il loro spazio protetto, in cui i loro bisogni vengano riconosciuti e accolti, serve il sostegno di un’intera comunità. Noi stasera abbiamo avuto la prova che questo è possibile”

Non ci resta quindi che dire GRAZIE

Grazie a chi ci ha supportato, a chi c’era, a chi avrebbe voluto esserci e a chi ci sarà…

Sì, perché una giornata così speciale e ricca di emozioni è stata unica ma di certo non sarà l’ultima!

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CONTESTO – Capitolo 22

 

15 professionist3, di cui l’80% under 35, ogni anno al servizio di oltre 250 famiglie…no, non stiamo “dando i numeri”: questi dati sono la misura dell’impegno che CONTESTO porta avanti nel garantire il diritto alla partecipazione e all’autodeterminazione.

Come sempre il mese di settembre ci proietta verso nuovi progetti da realizzare e azioni ormai consolidate da portare avanti, ma vogliamo anche cogliere l’occasione per guardarci un po’ indietro a osservare il percorso che abbiamo fatto e condividere il valore di ogni pezzo di strada conquistato.

“In queste pagine, fra numeri, dati e obblighi formali, si snoda un racconto.

È un capitolo della storia di NPM Bambini in Movimento, che mentre scriviamo queste righe ha voltato pagina ed è divenuta CONTESTO ETS – Inclusion Hub; un capitolo lungo un anno e segnato da conferme, novità e trasformazioni. Un anno in cui non sono mancate criticità da riconoscere, risorse da trovare, energie nuove e rinnovate, al servizio di valori e azioni che da ormai da 9 anni confidiamo possano portare a un cambiamento sociale sostanziale.

9 anni fa abbiamo iniziato questo percorso mirando al benessere di bambin3 e famiglie, nel tempo abbiamo allargato lo sguardo e adesso nel nostro orizzonte c’è il diritto all’autodeterminazione delle persone. Questo è stato possibile perché eravamo insieme.

Quello di cui abbiamo conferma ogni giorno e ogni anno che passa, è l’importanza di non essere sol3 in questa storia e di non crederci noi protagonist3.

Soc3, staff, famiglie, donatori e donatrici, istituzioni e aziende amiche…persone a noi vicine: in queste pagine, fra numeri, dati e obblighi formali, si snoda un capitolo della nostra storia.”

Con queste parole si apre il nostro ultimo bilancio sociale, che ci permette di condividere con voi quello che è stato il più recente capitolo della nostra storia; lo fa raccontando la complessità in modo articolato e trasparente, come merita ogni storia che mette al centro le persone e i processi, che crea impatto su un’intera comunità.

Leggendolo potrete scoprire in che modo il nostro impegno si rinnova ogni anno, per portare avanti i valori di sempre e tracciare prospettive sempre nuove.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL BILANCIO SOCIALE DI CONTESTO

 

L’essenziale è invisibile…ma evidente.

Bambino che abbraccia un'educatrice di Contesto durante il centro estivo inclusivo 2021.
 

Da anni, ci impegniamo per stare accanto a famiglie, bambini, bambine e adolescenti nel loro percorso di vita, al nostro meglio. Lo facciamo attraverso azioni concrete, attività dirette che spesso raccontiamo, con la voglia di rendere sempre più evidente la possibilità di un approccio non scontato, che mette al centro la persona dandosi l’obiettivo di accompagnarla nel proprio percorso e non di guidarla verso direzioni e obiettivi predeterminati.

Ma tutto quello che facciamo e il come lo facciamo, ha bisogno di un complesso sistema di attenzioni e accortezze che richiedono risorse, tempo, persone, professionalità, cura…

Crediamo davvero che sia il contesto a doversi adattare ai bisogni e alle caratteristiche dell’individuo…ed è così vero che abbiamo deciso di non scendere a compromessi neanche nella scelta degli ambienti in cui operiamo, che sono personalizzabili e a misura (o forse su misura) di persona.

Crediamo davvero che non si smetta mai di imparare nuovi e migliori modi per fare bene il proprio lavoro, quello di prendersi cura del dono più prezioso che le famiglie hanno…lo sappiamo così bene che i momenti di autoformazione, supervisione, crescita e benessere personale sono da sempre un punto fermo.

Crediamo davvero che il lavoro in équipe sia fondamentale per una presa in carico efficace, per una rete che sostiene al meglio i bisogni di una famiglia…per noi è così imprescindibile che diamo per scontato di esserci, quando ci sono opportunità di condivisione e confronto, senza che questo comporti un “di più” per le famiglie.

Crediamo davvero che la possibilità di partecipare pienamente alle opportunità della propria vita debba essere garantita a tutti e tutte, come ad esempio il diritto per ogni bambino e bambino di giocare e divertirsi insieme ad altr3…ci teniamo così tanto che sappiamo anche che questo principio ha bisogno di persone per essere realizzato, persone con una formazione e una professionalità che ha un valore, che deve essere loro riconosciuto ma senza gravare sulla leggerezza che queste opportunità offrono alle famiglie.

Tutto questo di solito non lo raccontiamo, eppure senza di questo tutto il resto non potrebbe esistere, perché è anche grazie a ciò che non si vede che possiamo preservare questo valore ed il suo impatto. Ed è un valore che noi conosciamo bene, che le nostre famiglie sperimentano, ma che all’esterno è forse difficile far arrivare, un valore corrisponde a tutte le risorse e l’impegno che mettiamo in gioco per essere al servizio delle nostre famiglie, al nostro meglio, e che possiamo mettere in gioco grazie a donazioni, contributi, 5×1000 e tutte le altre forme di sostegno con cui chi supporta il nostro progetto sceglie di starci vicino.

Senza questo impegno invisibile, non potremmo gioire dei sorrisi che vediamo ogni giorno.

M., 9 anni, per la prima volta dopo 5 anni ha potuto festeggiare di nuovo il compleanno con i suoi amici di scuola perché c’era una festa su misura per lui.

I genitori di A., 8 anni, possono dire che “finalmente anche lui non fa solo terapia, va a musica, come gli altri bambini”.

I compagni di scuola di A., 6 anni, hanno scoperto che ci sono dei giochi da poter fare anche insieme a lui e non vedono l’ora.

Ogni forma di sostegno, ogni donazione, contribuisce a rendere tutto questo possibile, sempre più sostenibile e sempre migliore.


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Giochiamo…sul serio!

Quante volte ci è capitato di dire o pensare che bambini, bambine e ragazzi “non fanno altro che giocare…”? In realtà non solo questa è una falsa credenza ma rivela anche la l’atteggiamento quasi svalutante e di minimizzazione che spesso abbiamo nei confronti di tutto ciò che ha una connotazione ludica.

Iniziamo intanto con un chiarimento che può esserci utile nel condividere un approccio che tenga conto del suo valore, e cioè: cos’è il gioco?

Non è facile definirlo, basti pensare che una stessa azione può essere ludica ma può anche non esserlo; sono la motivazione, l’intento e la cornice a fare la differenza! Quello che possiamo dire con certezza è che il gioco per essere tale deve essere un’attività fine a se stessa. Ma attenzione, non per questo dobbiamo pensare che non sia importante!

La gratuità e la mancanza di una finalità di apprendimento definiscono il gioco come attività espressiva, che accompagna, caratterizza e sostiene il processo di crescita (di bambini e bambine ma non solo!) e che fornisce un mondo in cui poter agire per quello che si vuole, che si può e che si è. In più se è vero che non si gioca per imparare, è vero anche che spesso accade che si impari giocando.

Per tutti questi motivi è fondamentale riconoscere e rispettare l’importanza di ogni forma di gioco, perché non sempre si gioca ma quando si gioca giocare è una cosa seria!

Parliamo di “ogni forma di gioco” perché non ne esiste un solo tipo e i giochi non sono sempre e tutti uguali, anzi sono talmente diversi fra loro da essere suddivisibili in categorie in base al tipo di competenze messe in gioco (letteralmente), allo scopo, al materiale che viene utilizzato…procediamo quindi con ordine. Nei primi mesi di vita e di relazione fra genitori e bambino, ad esempio, i circoli di stimolo-risposta possono trasformarsi in scambi ludici e dare origine alla prima forma di gioco: il GIOCO TONICO.

Quando si sviluppano competenze che favoriscono l’emergere di intenzionalità e permettono di agire sul mondo e diventarne sempre più protagonista attivo, compaiono il GIOCO SENSORIALE e il GIOCO SENSOMOTORIO.

C’è poi il GIOCO SIMBOLICO, che inizia con utilizzo di oggetti ed esecuzione di azioni “come se”. Crescendo, poi, i giochi vengono progettati e si definiscono a priori il momento in cui devono essere realizzati l’esercizio e la finzione e anche il modo in cui farlo: ecco il GIOCO DI REGOLE. La comparsa delle varie tipologie di gioco segue quindi una linea evolutiva, che solitamente viene associata a delle età a cui vengono ricondotte le competenze le caratterizzano; noi, pur tenendo a mente il riferimento temporale, preferiamo porre l’accento su ciò che muove la progressione.

Questo ci aiuta non solo a focalizzare l’attenzione sul processo e sulle caratteristiche della persona, ma anche a tenere a mente che il repertorio ludico nel tempo non cambia: si arricchisce!

Ogni tipologia di gioco infatti rimane fruibile anche quando è presente quella “successiva” e fra tutti i giochi possibili ogni bambino e bambina ma in realtà ogni persona agisce quelli che sente più propri.

Ma perché, lo fa? Per ricercare e trovare sensazioni piacevoli, per il brivido del rischio, per il piacere dell’imprevisto, per il gusto di esercitare abilità, per sperimentarsi in ruoli , per potersi muovere in terreni inusuali…Il cucù e gli scacchi, il nascondino e i cavalieri, le bambole e i dadi, il solletico e le carte…sono giochi tutti diversi, ma tutti ugualmente importanti per la persona che in quel momento ci si dedica, bambino/a, ragazzo/a o adulto che sia.

Osservare, riconoscere e rispettare il gioco e il non-gioco di bambine, bambini e ragazzi/e ci permette di scoprire molto di loro e spesso di trovare anche il modo migliore per accompagnare e sostenere il loro percorso di crescita. Divertendoci. Insieme.

In fondo, che “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” lo sosteneva già Platone.

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